Mars - The Conquest of a dream


Visibile come pochi altri punti nella notte stellata, grazie alla sua luminosità e tinta arancione, Marte ha ispirato sin dall'antichità la curiosità di uomini saggi e di gente comune.
Oltre ad essere il nostro pianeta più vicino nel sistema solare, i motivi per cui abbiamo sempre voluto andare su Marte si basano sia su questioni scientifiche sia su questioni esistenziali. Nei secoli passati, il movimento retrogrado di Marte rappresentava una sconcertante sfida per gli astronomi. Marte sembra essere senza dubbio uno dei migliori candidati planetari posizionati per ospitare o per aver ospitato una certa forma di vita biologica. Per scoprire se c’è mai stata vita su Marte che è poi forse scomparsa più tardi, o per scoprire se la vita avesse potuto raggiungere la Terra da un altro pianeta, è tutto parte di ciò che rende Marte un candidato unico per l'esplorazione. L'impatto di Marte sulla cultura (cinema, musica, letteratura, ecc.) e l'evoluzione del concetto di marziano è enorme.

Verso Marte – riassunto della sfida

 

Il 14 luglio 1965, la sonda Mariner 4 pose fine a secoli di speculazioni sul pianeta rosso: le fotografie che trasmetteva raffiguravano un Marte inospitale e ostile, privo di vita. Tuttavia, mentre l'idea di strani esseri verdi iniziò a diventare sfuocata, nacque un sogno di proporzioni ancora più grandi: camminare su Marte.

 

Durante le prime missioni, le sonde erano soltanto in grado di sorvolare il pianeta scattando il più grande numero di fotografie possibili proprio nel momento di attraversamento dello stesso. I progressi tecnologici hanno visto sonde che iniziavano ad entrare in orbita attorno a Marte, consentendo un
periodo di studio più lungo.

 

Il passo successivo fu un “atterraggio su Marte” sulla superficie. Allo stato attuale, non solo è possibile far atterrare veicoli su Marte, ma gli stessi possono spostarsi sulla superficie del pianeta per anni.

 

Le chiare fotografie dei veicoli Spirit e Opportunity ci hanno permesso di sentirci come se fossimo lì. Grazie alla missione Phoenix, siamo stati in grado di scendere di diversi centimetri sotto la superficie e la curiosità del robot - l'oggetto umano più pesante depositato con successo sulla superficie di Marte - ha condiviso con noi il suo selfie.

 

Alcuni prevedono di inviare la prima missione con equipaggio su Marte nel decennio 2030, mentre altri la considerano anche adesso un'impresa impossibile.

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